CERCA Ricerca avanzata
Segnala il tuo sito nel nostro motore di ricerca Modifica sito  
Newsletter
 
FIERE
  Allestimento stand
Convention
Enti fiera
Fiera modellismo
Fiera nautica
Fiera vino
Fiere abbigliamento
Fiere agricoltura
Fiere alimentari
Fiere antiquariato
Fiere arredamento
Fiere artigianato
Fiere edilizia
Fiere elettronica
Fiere industria
Fiere informatica
Fiere lavoro
Fiere salute e benessere
Fiere turismo
Fiere varie
Motori specializzati
Sale congresso
Servizi fiere-congressi
 
 
e-shop
 
 
Chi siamo Disclaimer
Informazioni sulla privacy
Richiedi assistenza
FIERE Cerca altri articoli in questa directory
Problemi di Visual merchandising? VISUAL MERCHANDISING
Problemi di Visual merchandising?

Avete un punto vendita? Perdete più tempo nello spiegare ai clienti dove trovare i prodotti che non a venderli? Allora avete problemi di visual merchandising! Analisi dell'offerta merceologica, studio del layout del negozio, dei punti focali, delle attrezzature, della vetrina, sono i punti chiave su cui si fonda questa disciplina, il cui fine è quello di ottimizzare la "vendita visiva" all'interno del negozio.

 

Link sponsorizzati

Se la domanda "Scusi, mi sa dire dove trovo….?" vi giunge non solo molto familiare ma ve la sentite rivolgere dalla maggior parte dei vostri clienti, la probabile diagnosi di un "dottore del marketing" potrebbe essere "Signore lei ha problemi di visual merchandising".
Ebbene si! Non si tratta del nome di un ultimo piatto new age, o dell'ultimo tecnicismo d'oltralpe creato per dare smalto a concetti banali, ma di una vera e propria disciplina che cerca di far risparmiare tempo e denaro ai venditori. Come? Un passo alla volta.
Il visual merchandising (da merchandise, che vuol dire merce) cerca di ottimizzare tutte le possibilità offerte dalla vendita visiva in qualsiasi spazio vendita, grande o piccolo che sia. Esso si occupa di valorizzare al meglio il prodotto, il reparto, il punto vendita, facendo sì che il prodotto giusto sia nel posto giusto, al momento giusto ed al prezzo giusto.
Un'adeguata collocazione delle merci all'interno di un punto vendita permetterò al cliente di capire fin dall'esterno se può o meno soddisfare il suo bisogno d'acquisto, e, una volta dentro, il cliente sarà libero di destreggiarsi nello spesso caotico mondo dei prodotti, trovando da solo ciò che cerca. Rendere autosufficiente il cliente tramite la facilità di lettura dello spazio visivo significa ridurre il personale di vendita e quindi le spese, oltre a fare cosa gradita al cliente stesso, il quale spesso ama scegliere in autonomia. Una disposizione ottimale delle merci sul punto vendita è inoltre sinonimo di una gestione scrupolosa e ordinata ed evita il peregrinare inutile e stressante di chi non trova ciò che cerca.
Ma quali sono le regole cui attenersi per ottimizzare gli spazi espositivi?
Sicuramente innumerevoli, e di seguito elenchiamo, semplificando il più possibile, alcuni punti chiave da seguire nella disposizione delle merci, o nel giudicare l'operato di chi lo fa per voi, il visual merchandiser di professione.
Analisi dell'offerta e delle aggregazioni merceologiche. Il punto di partenza è quello di un'attenta e scrupolosa analisi dell'offerta studiata sulla propria clientela-obiettivo, delle sue esigenze, dei suoi comportamenti abituali di acquisto, nell'ottica di ricavarsi uno spazio differente rispetto ai propri competitors. Questa prima analisi è essenziale e deve guidare tutte le scelte che si presenteranno al visual merchandiser, dal momento che determina il tipo di specializzazione e l'identità stessa del punto vendita.
Un secondo passo molto importante consiste nel dare luogo ad aggregazioni merceologiche comunicative quanto più possibile logiche ed intuitive per il cliente. Esse possono essere guidate da criteri differenti, quali l'affinità o la complementarità delle destinazioni d'uso, la stagionalità, l'occasionalità, lo stile di vita etc. Per fare un esempio pratico, tenendo conto dell'occasione e del luogo di utilizzo dei prodotti, una delle aggregazioni-tipo di un negozio di elettrodomestici potrebbe essere la seguente: pulizia della casa (aspirapolveri, scope elettriche, accessori, etc.), cucina (frigoriferi, cucine a gas, forni, lavastoviglie, casalinghi etc.), lavastiro (lavabiancheria, ferri da stiro, stenditoi, etc.), tempo libero (audio, video, accessori etc.).
Il layout. L'organizzazione vera e propria dello spazio di vendita (layout) prevede il disegno dei percorsi e della circolazione, in cui la sequenza delle aggregazioni merceologiche deve risultare naturale e di facile lettura per la propria clientela-obiettivo. Generalmente si crea un percorso principale, che stimoli il cliente a seguirlo, e spazi di viabilità secondaria, all'interno delle diverse are del punto vendita. Nel fare ciò ci si deve assicurare che i percorsi siano sufficientemente ampi da garantire il passaggio agevole della clientela e dei commessi, eliminandone i punti morti. La presenza di un' illuminazione studiata e di una segnaletica efficace ma non invasiva deve, inoltre, guidare l'attenzione dei clienti verso i punti di maggiore attrattiva del locale.
Nell'ottica di acquisire determinate competenze, indispensabili per la gestione del proprio negozio, perché non farsi aiutare dagli esperti del settore, che spesso organizzano anche dei corsi in materia? Dorianomissora, a Milano, tratta l'allestimento degli spazi interni, corner per aziende, vetrinistica ed organizza corsi settoriali. La Kzn, a Roma è specializzata nello studio del layout e dell'immagine coordinata per reti franchising di negozi e ne cura, in un'ottica di visual merchandising, la progettazione, l'arredamento, i complementi di arredo, il layout e le fornitura degli attrezzi. La Assodesign, di Catania, è specializzata nella progettazione di ambienti commerciali quali le farmacie e le ottiche, prestando attenzione ad ogni aspetto del visual merchandising.
Punti focali e dei punti display. E' anche importante un'accorta gestione dei punti focali e dei punti display, spazi appositi, collocati in punti di forte visibilità, studiati per mettere in evidenza un reparto, dei prodotti o delle soluzioni d'acquisto particolarmente accattivanti. Punto di forza del negozio, definiscono il suo stile, la sua particolare offerta merceologica e vanno allestiti in modo differente dal restante punto vendita, per vivacizzarlo ed attrarre l'attenzione. Spesso questi spazi, ospitano anche le promozioni, e devono essere aggiornati su base periodica.
La Studioleonardo di Treviso, specializzata in tecniche di visual merchandising, individua ed allestisce i punti display tramite espositori personalizzati, manichini, busti, stender, complementi ed accessori. Tratta, inoltre, interior shop design, l'allestimento delle vetrine e dell'intero negozio. La Visual2trade, a Serravalle, nella Repubblica di San Marino, studia e progetta gli allestimenti di vetrine, si occupa di visual merchandising, organizza i punti display, suddivide i percorsi, fornisce le attrezzature ed organizza corsi per vetrinisti. La Avcontesini, a Roma, si occupa di arredo dei punti vendita, di vetrinistica, individua ed allestisce i punti displays, gli stender, le scaffalature, i manichini.
Le attrezzature. Un altro aspetto importantissimo sono le attrezzature. Esse devono essere diversificate per conferire dinamismo e rompere gli schemi, spesso troppo rigidi ed uniformi, e per adattarsi alle diverse caratteristiche dei prodotti, senza risultare, per questo, invasive. E' preferibile utilizzare attrezzature flessibili e modulari che consentano una buona caratterizzazione del reparto attraverso forme, colori, tipi di materiali diversi. Svariate sono le tipologia di attrezzature cui si può ricorrere: scaffali perimetrali a ripiani, armadi, vetrine e mobili chiusi, banchi di vendita presidiati, tavoli, pedane, cestoni, ballet, bancarelle, espositori da terra o da banco, etc.
La Abcitalia di Brughero, in provincia di Milano, fornisce attrezzature per negozi quali busti vetrina, torsi, manichini, accessori, flexi. La Fidiainc, in provincia di Treviso, produce e distribuisce arredamenti, attrezzature e complementi per negozio e la vetrina, appendini, strutture componibili, busti, torsi e manichini.
La Alu, in provincia di Vicenza, progetta sistemi espositivi basati su principi di semplicità, modularità, eleganza e flessibilità. Essa si avvale in particolare dell'alluminio, integrandolo con accessori dei materiali più vari. La Larredanegozi, fabbrica di Pisa, produce pannellature dogate, stender, manichini, vetrine, scaffali, sedie, banchi vendita. La Salconi, a Roma, oltre ad occuparsi dell'arredamento dei negozi, fornisce scaffalature metalliche, mobili e sedie per ufficio, armadi, ripostigli e spogliatoi, casseforti ed armadi di sicurezza.
La vetrina. Altro punto fondamentale è la vetrina, vero e proprio biglietto da visita del negozio, che deve essere coordinata e coerente con lo stile del punto vendita. E' bene non appesantirla con molti prodotti: ne bastano pochi, infatti, ma selezionati con cura, che ben rendano le peculiarità dell'offerta merceologica del negozio. Si deve prestare particolare attenzione alla scelta delle attrezzature della vetrina, alla collocazione dei prezzi e dei cartellini, all'abbinamento dei colori ed all'illuminazione, che ha il compito di esaltare i prodotti anche tramite l'uso di luci e ed ombre.
La Sa-vetrinistica, di Milano, è specializzata nell'allestimento delle vetrine commerciali, visual merchandising del punto vendita, allestimenti e servizi fieristici. La Ostivisual, di Padova, si occupa di progettazione visuale del punto vendita per negozio ed azienda, e dell'allestimento scenografico delle vetrine. La Ari-invention, a Roma, è in grado di ideare e realizzare allestimenti con effetti scenografici spettacolari di tutte le misure.

In sintesi, sviluppare un'ottica di visual merchandising significherà non solo l'utilizzo ottimale delle possibilità offerte dal vostro negozio ma anche un aumento della produttività in termini di costi/benefici. Cosa aspettate, quindi, a rinnovare il vostro punto vendita?

Copyright © 2004-2015 I contenuti sono di proprietà di Italia Imprese srl - PI 06429581009. Vietato riprodurli senza autorizzazione.